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Ecco la parola chiave: ENTUSIASMO


“Siccome non sappiamo che l’Entusiasmo è una forza molto più grande, volta alla vittoria finale, ce lo lasciamo sfuggire fra le dita, senza comprendere che, con esso, scivola via anche il vero significato della nostra vita”. (Paulo Coelho)

Quando mi è stato chiesto di scrivere questo articolo, ho avuto un attimo di esitazione. E’ più o meno facile scrivere un testo divulgativo, relativo a tale norma o a tale altro adempimento. Ma quando ti viene chiesto di raccontare un’esperienza vissuta è tutt’altra cosa. Ognuno di noi, nell’arco della propria vita professionale, può raccontare decine di aneddoti, correndo però il rischio di essere autocelebrativo. Allora, dopo un primo smarrimento degno di uno studente all’esame di maturità di fronte alla traccia di un tema inaspettato, ho preso coraggio.

Qual è la molla che ci spinge a fare il nostro lavoro?

Quella che ce lo fa fare con impegno, professionalità, instancabile tenacia?

Per me la parola chiave è: ENTUSIASMO.

L’entusiasmo vive in quegli istanti della vita che ci avvicinano ai nostri progetti.

Si tratta di voler raggiungere qualcosa e usare tutte le nostre energie per riuscirci. L’entusiasmo è quel sentimento interno che ci rallegra prima ancora che il nostro desiderio si compia. L’entusiasmo vive dentro di noi e nel modo in cui facciamo le cose.

Possiamo vivere la nostra quotidianità, in modo monotono, senza voglia, seguendo la routine, automaticamente, cioè senza entusiasmo. Nonostante ciò, possiamo anche riprometterci di vivere ogni istante, come se fosse unico, mettendoci tutta la nostra voglia, la nostra allegria, tutto l’entusiasmo, perché sappiamo che siamo un passo più vicini a ciò che vogliamo ottenere.

Possiamo dire che l’entusiasmo abita nell’avere delle mete, dei desideri e dei progetti realizzabili e raggiungibili, in modo da vivere ogni istante in modo intenso, con l’entusiasmo di volerci riuscire, godendosi la strada sin dall’inizio.

L’episodio che ho deciso di raccontarvi ha a che fare con l’entusiasmo che mi caratterizza nello svolgimento del nostro lavoro. Entusiasmo che si manifesta non solo nella ricerca del profitto, ma anche nel fornire sempre la migliore soluzione possibile al cliente non trascurando la potenziale funzione sociale che il nostro lavoro comporta.

Con questo spirito quella mattina ho incontrato la signora Z. Mi aveva contattato su consiglio di una mia affezionata cliente. Mi espose subito il motivo di quell’incontro. Mi disse che risiedeva nella porzione di una villa trifamiliare, le cui altre parti erano occupate rispettivamente dai suoi genitori e da sua sorella. Voleva vendere la sua porzione di villa, situata tra l’altro in una zona prestigiosa di Roma, per poi acquistare un appartamento o un altro piccolo villino della stessa metratura sempre nella stessa zona.

La situazione non mi era chiara. Perché vendere per riacquistare qualcosa di analogo come tipologia e metratura, nella stessa zona? L’entusiasmo per questo lavoro che mi anima da sempre, mi ha portato a “indagare” fino a che la signora Z. (forse non potendone più) si è lasciata andare al suo sfogo: non c’è amore che tenga di fronte alle continue invasioni della propria vita privata anche se perpetrate da un genitore e da una sorella.

A quel punto, sempre l’entusiasmo, mi ha messo di fronte a un bivio: approfittare dello stato d’animo di Z., facendo leva sul suo malessere oppure continuare a farmi guidare dall’etica, portandola a più miti consigli.

Ovviamente ho scelto questa seconda opzione. Era troppo evidente che lei era radicata fortemente in quel quartiere e non lo avrebbe lasciato per niente al mondo. Perché allora buttare tanti soldi per non saper risolvere un rapporto asfissiante con i propri familiari? Così le ho suggerito di tentare di risolvere il problema dei rapporti interpersonali con i propri familiari. Solo se non fosse riuscita nell’intento avremmo riparlato della vendita della sua casa.

Oggi Z. vive nella stessa porzione di trifamiliare avendo finalmente un rapporto sano e rispettoso con i propri familiari che hanno imparato a rispettare la sua riservatezza. Ancora oggi ci sentiamo con la signora Z. e non sono affatto dispiaciuta di aver solamente svolto una consulenza e di non aver concluso un affare.

Oltre al valore del rapporto umano e di fiducia che come consulente ho instaurato con la Sig.ra Z, oggi lei ne parla entusiasticamente con chiunque.

Costituendo di fatto uno straordinario strumento di promozione per la mia attività …. che continuo a svolgere con entusiasmo.


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